Motto

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.-B.Brecht

giovedì 17 maggio 2012

5 per Mille per EMERGENCY

18 ANNI DI EMERGENCY
Il 15 maggio 1994 – 18 anni fa – nasceva Emergency, per curare le vittime, “anzi le vittime civili dei conflitti, perché crediamo che chi fa le guerre abbia, in ogni caso, pesanti responsabilità. Come si spiegherebbe altrimenti che i civili inermi rappresentano oggi più del novanta per cento delle vittime di ogni conflitto?”. Così spiegavamo le ragioni di Emergency sul primo numero del nostro trimestrale.
Diciotto anni dopo abbiamo curato gratuitamente oltre 4 milioni e mezzo di persone, vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà. Abbiamo lavorato in 16 Paesi, aperto ospedali, centri pediatrici, centri di maternità, posti di primo soccorso, centri sanitari, centri di riabilitazione, poliambulatori, ambulatori mobili, un centro di cardiochirurgia.
Se abbiamo potuto farlo, è stato anche grazie a voi.
BUON COMPLEANNO EMERGENCY!

Riceviamo da Cristian

giovedì 17 maggio 2012

LA TASSA OCCULTA DI MARCHIONNE ALLA FIOM

Trattenuti 8 euro in busta paga per le spese sindacali

Da Equitalia a “Equifiat”: ed ecco che, come per un brutto scherzo, gli operai del più importante gruppo auomobilistico italiano si ritrovano in busta paga la “tassa Marchionne”,
ovvero un incredibile balzello anti-sindacato di ben sette euro e mezzo al mese. Forse persino di più.

Possibile? Per quanto possa sembrare incredibile è quello che l’azienda annuncia di voler fare attraverso alcune lettere inviate dai suoi avvocati ai legali dei metalmeccanici della Cgil. Una reazione ritorsiva, cioè, che la Fiat ha messo in campo dopo essere stata sconfitta in tribunale, proprio dagli avvocati della Fiom, e proprio sul trema cruciale delle trattenute sindacali. Queste lettere non sono solo una strategia difensiva, ma anche un segnale: quello che la guerra senza prigionieri fra il numero uno del Lingotto e il sindacato di Maurizio Landini continua senza esclusione di colpi.

Così, per capire che cosa sia successo è necessario un passo indietro. Tutto comincia, ancora una volta, da Torino. Solo la settimana scorsa l'azienda di Marchionne subisce un gravissimo smacco e viene condannata nel capoluogo piemontese per attività anti-sindacale. L’oggetto del contendere erano le quote associative degli iscritti della Cgil (circa 15 euro al mese), che i dirigenti del Lingotto - al contrario di quello che fanno con tutti gli altri sindacati, Cobas compresi - si rifiutavano di prelevare dalle buste paga dei propri dipendenti.

Unica riforma: le manette (Marco Travaglio).


I cori di giubilo anche e soprattutto dentro la Lega Nordalla notizia di Bossi & his Family indagati per truffa allo Stato e appropriazione indebita dimostrano una volta di più che l’unica istituzione in grado di riformare la politica italiana non è né il governo, né il Parlamento, né i partiti, né le Authority, né i mass media: è la magistratura. Dopo vent’anni di esternazioni politiche, moniti quirinaleschi, saggi politologici e commenti cerchiobottisti/cerchiobattisti sull’invasione di campo delle toghe nel terreno della politica che si deve rigenerare dal suo interno con le grandi riforme per combattere l’antipolitica, possiamo tranquillamente concludere che l’unica riforma dei partiti esistente in natura è l’avviso di garanzia o, in alternativa, un bel paio di manette.
Per una classe politica che vive a sua insaputa nell’eterna speranza di poter delinquere a nostra insaputa, il solo punto di rottura è l’arrivo dei carabinieri. Fino a quel giorno non si butta via niente, anche se tutti sanno tutto. Un giorno, forse, un autore di fantascienza riscriverà la storia d’Italia degli ultimi vent’anni al netto delle indagini giudiziarie: ci sarà da divertirsi.

domenica 13 maggio 2012

Emergency


Diciamo NO allo spreco più grande
Il governo italiano ha chiesto a noi cittadini di aiutarlo nella lotta agli sprechi segnalando via Internet quali sono secondo noi le spese inutili da tagliare. E noi segnaliamo lo spreco più grande: le spese militari che risucchiano ogni anno miliardi di euro dei nostri soldi. Qualche esempio?
Guerra in Afghanistan: oltre 760 milioni in un anno
Acquisto degli F-35: 15 miliardi nei prossimi anni
Parata militare del 2 giugno: 10 milioni di euro nel 2011
Segnaliamo questi sprechi e ribadiamo il nostro NO alle spese militari.
 La t-shirt "Come spenderesti 20mila euro?
E tu, come spenderesti 20mila euro?
Una bomba o un Posto di primo soccorso? Emergency ha fatto la sua scelta: curare persone, non bombardarle. Lo diciamo forte e chiaro a tutti, ditelo anche voi indossando la t-shirt Come spenderesti 20 mila euro?, disponibile nelle versioni donna e unisex su shop.emergency.it.

Cari amici






Il Parlamento brasiliano ha appena approvato una legge che dà ai taglialegna e ai contadini carta bianca per abbattere aree sterminate di foresta amazzonica. Solo la Presidente Dilma può porre il veto. La pressione interna sta montando, ma una mobilitazione da tutto il mondo può dimostrarle che la sua reputazione internazionale è in pericolo. Costringiamola a fermare le motoseghe in Amazzonia: firma la petizione urgente e dillo a tutti!
Il Parlamento brasiliano ha appena approvato una legge devastante per le foreste, perché darebbe carta bianca a taglialegna e contadini per tagliare aree sterminate della foresta amazzonica. Solo la Presidente Dilma può fermare questa legge.

Il momento però è propizio: tra poche settimane Dilma ospiterà il più importante vertice mondiale sull'ambiente. Gli addetti ai lavori dicono che per lei il conto da pagare sarebbe troppo salato se dovesse fare la padrona di casa nei panni di quella che ha appena approvato la distruzione della foresta pluviale. In più Dilma sta fronteggiando pressioni interne crescenti: ben il 79% dei brasiliani è contro questa nuova legge. Se ci uniremo a loro ora potremo aumentare la pressione mondiale e prendere a colpi di motosega la legge, non la foresta.

Dilma potrebbe decidere in qualsiasi momento: costringiamola a porre il suo veto ora. Clicca sotto per firmare la petizione urgente per fermare questa distruzione pericolosa della foresta amazzonica, e se hai già firmato fai il passaparola con tutti:

http://www.avaaz.org/it/veto_dilma_global/?vl

sabato 5 maggio 2012

Protocollo Pubblico Impiego: VIA LIBERA A LICENZIAMENTI, MOBILITA’ E TAGLI

Riceviamo da Marina 04/05/2012
In allegato il Protocollo e il volantino
Si è svolto il 3 maggio pomeriggio alla Funzione pubblica il tavolo tecnico per la definizione di un protocollo che costituisce il quadro entro il quale si muoverà il disegno di legge delega di riforma complessiva del settore pubblico, che tra l’altro conterrà anche i principi contenuti nel Ddl di riforma del mercato del lavoro in norme adattate al pubblico impiego.

L’incontro tecnico si è presto trasformato, grazie alla determinazione della delegazione trattante USB, in un tavolo politico. Il Ministro della Funzione Pubblica è stato infatti obbligato a partecipare all’incontro e a scoprire le carte per quanto riguarda le reali intenzioni in merito alla riforma del lavoro nella Pubblica Amministrazione. Rispondendo alle nostre considerazioni, Patroni Griffi ha ammesso che il protocollo rappresenta il tentativo di limitare i danni prodotti dalla riforma del mercato del lavoro del Ministro Fornero e dagli effetti della spending review.
In serata l’incontro si è concluso con l’accettazione da parte di tutti i sindacati, CGIL compresa, di un accordo che, di fatto, riproponendo il ruolo di cogestione del sindacato concertativo, dà il via libera al governo Monti in materia di:

giovedì 3 maggio 2012

Dal sito di Emergency

Segnaliamo gli sprechi: gli F-35, le spese militari, la parata del 2 giugno

3 maggio 2012versione stampabile
Maso Notarianni
@masonotarianni

Il Governo ha dato ampi poteri al supercommissario Enrico Bondi sul controllo delle spese dello Stato. E Bondi si è inventato una iniziativa originale: un sito dal quale i cittadini potranno segnalare gli sprechi dell’apparato statale e in generale delle istituzioni.

COMUNICATO STAMPA


      L’ANPI di Milano denuncia la sfilata neofascista in piazzale Susa         


L’ANPI Provinciale di Milano ha da sempre espresso la sua ferma condanna della feroce aggressione nei confronti del diciassettenne missino Sergio Ramelli, morto dopo oltre trenta giorni di atroce agonia e dell’uccisione del consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano, Enrico Pedenovi.  
Nella seduta del Consiglio Comunale del 24 settembre 1985, l’allora Presidente dell’ANPI Provinciale di Milano Tino Casali nel denunciare “la vile uccisione del giovane missino Ramelli avvenuta nel 1975” e nell’auspicare che venisse fatta piena luce su “quell’episodio come su altri gravi fatti di sangue che avevano drammaticamente colpito la nostra città (uccisione di Claudio Varalli, Alberto Brasili, Gaetano Amoroso, Fausto e Iaio ad opera di neofascisti) e offuscata la coscienza dei valori di fondo che regolano i nostri ordinamenti democratici” si chiedeva “quale  poteva essere l’etica morale e politica, che spingeva quei giovani di venti anni di una parte o dell’altra, ad aggredire e persino ad uccidere a sangue freddo dei loro coetanei”. 

martedì 1 maggio 2012

1° Maggio


Oggi ci sono ancora le classi e quindi la lotta di classe? Esistono ancora sinistra e destra? Possiamo parlare ancora di classe operaia e sindacato? Secondo Rossana Rossanda, non ci sono dubbi:  il Capitale globalizzato, mai come ora, ha messo al lavoro milioni di persone; l’innovazione tecnologica ha ridotto il lavoro degli uomini su ogni segmento del produrre, per ridurre il costo del lavoro; le tecnologie della comunicazione permettono di spostare i capitali dagli investimenti alla finanza, e viceversa, spostarsi dove la manodopera costa meno, abbassando i diritti e i salari (Europa) conquistati nel corso del XX secolo, e non solo. “Si è allargato quindi, in quantità e qualità, il conflitto di interessi tra capitale e lavoro, i capitali concorrono (ma è più elegante dire “competono”) nel ridurne il costo, mentre i vecchi e nuovi lavoratori, non ancora o non più organizzati, si fanno la guerra, concorrendo gli uni contro gli altri,  più o meno consapevolmente,  al ribasso, per conquistare un posto”. Il terzo soggetto è lo Stato “che legifera a favore del padrone, Monti e Fornero ne sono figure da manuale”.