Motto

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.-B.Brecht

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sabato 19 maggio 2012

NEOLIBERISMO E SOCIETÀ


Liberiamoci dalla mannaia del debito
OPINIONI - Francesco Gesualdi

Il nuovo vento che soffia in Europa forse ci permetterà di imboccare altre strade per la soluzione del debito. Un problema che va sicuramente risolto, sapendo però che ci sono due modi per farlo: dalla parte dei creditori o dei cittadini. La politica italiana, assieme a quella europea, finora ha scelto i creditori imponendoci sacrifici fatti passare come medicine per salvare l'Italia. Il ritornello lo conosciamo: siamo sotto costante esame dei mercati, se facciamo scelte a loro gradite abbiamo qualche possibilità di cavarcela, altrimenti saremo distrutti. Implicito riconoscimento che fra Stato e mercati ormai non comandano più parlamenti e governi, ma banche, fondi di investimento, hedge fund.
Ma il guaio è che non è sempre facile indovinare la cera più giusta, i mercati assomigliano a damigelle un po' viziate che si stancano subito del vestito appena indossato e con aria annoiata ne richiedono un altro. E se in un primo momento i mercati hanno brindato di fronte alla decisione dei governi di spremere le famiglie con un aggravio di tasse per garantire ai creditori interessi più alti, oggi si dimostrano insofferenti perché sanno che togliendo ricchezza alla gente si rischia di inceppare l'intero sistema, con danno anche per loro.

domenica 15 aprile 2012

“Manifesto per un soggetto politico nuovo”


A fine marzo sul quotidiano Il Manifesto viene pubblicato il documento suddetto, firmato da numerosi giornalisti, scrittori, intellettuali, ecc. a cui hanno fatto seguito numerosi interventi, critici e non. Abbozziamo una sintesi, coscienti di tralasciare parti, magari significative, data la complessità e la lunghezza dello scritto. Tuttavia, al di là delle condivisioni\convinzioni personali, ci sembra una buona piattaforma di discussione perché ricco di spunti, riflessioni, indicazioni,  anche  pratiche, utili in tempi di elezioni amministrative. Vediamo
-          In tutto il Mondo della democrazia rappresentativa, c’è una frattura netta, incolmabile, tra partiti politici e società civile; da qui il bisogno di riscrivere le regole della democrazia, abolire i privilegi e la concentrazione di potere, cambiare le istituzioni. Il “palazzo” (potere) da diversi anni, rappresenta solo se stesso.

mercoledì 4 aprile 2012

Comunicato stampa


Basta con gli attacchi alla scuola pubblica
I docenti dell’IIS Bachelet riuniti in assemblea sindacale in data 26 aprile denunciano l’ennesimo attacco contro la scuola pubblica e il diritto ad una istruzione pluralista e democratica proveniente da due proposte di legge che si sono succedute in breve tempo. Una è la proposta di legge approvata dalla Giunta Regionale della Lombardia, denominata “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”, la cui discussione avverrà il prossimo 3 aprile, l’altra è la proposta di legge nominata “Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statalipresentata dalla sen. Aprea (la quale è anche assessore alla scuola della Regione Lombardia). Questa proposta di legge è stata approvata in questi giorni dalla Commissione Cultura del Senato.
Più in dettagli, alcuni degli elementi maggiormente preoccupanti vengono spiegati qui di seguito.

domenica 1 aprile 2012

Valore legale titolo studio: al sondaggio vota anche Napoleone

Da Il Fatto Quotidano
di Alessandro Ferretti | 29 marzo 2012

E’ partita da poco la consultazione sul valore legale della laurea, e già il ministero di Francesco Profumo canta vittoria: ventimila iscrizioni al voto in quattro giorni. In effetti, numeri simili sono un’enormità per una questione che appassiona ben pochi. Vado alla pagina del Miur e scopro che su ventimila iscritti, ben 9.000 hanno cliccato “mi piace” su Facebook. Un record da fare invidia a Justin Bieber!

Inserisco codice fiscale e indirizzo email e dopo un istante arriva la password. Mi imbatto in quesiti complicati: lo stesso sito avverte che “per compilare interamente il Questionario, servendosi degli spunti di approfondimento e del glossario, serve approssimativamente 1 ora.” Tempo sicuramente ben speso: la sapida tendenziosità di alcuni passaggi merita un post a parte. Comunque, una volta studiate le risposte, la compilazione vera e propria si fa in un baleno.

mercoledì 28 marzo 2012

Cari amici,



La 16enne Amina Filali dopo essere stata stuprata, picchiata e costretta a sposare il suo aguzzino, si è suicidata perché il codice penale marocchino dà la possibilità allo stupratore di sposare la sua vittima se questa è minorenne. Mettiamo fine a questa vergogna e facciamo pressione sul governo affinché mantenga la sua promessa di adottare una legge che riformi il sistema attuale e fermi la violenza contro le donne. Firma la petizione e inoltrala a tutti:

Giorni fa Amina Filali, una 16enne che è stata stuprata, picchiata e poi costretta a sposare il suo aguzzino, si è suicidata: era l'unico modo per sfuggire all'inferno in cui il suo stupratore e la legge l'avevano rinchiusa. Se agiremo ora potremo far sì che questa tragedia inenarrabile non colpisca qualcun altro.

L'articolo 475 del codice penale marocchino dà la possibilità allo stupratore di evitare il processo e il carcere sposando la sua vittima se questa è minorenne. E' dal 2006 che il governo promette di mettere fine a questo orrore e di adottare una legge che vieti la violenza contro le donne, ma finora sono state solo parole al vento.

Centinaia di manifestanti marocchini sono scesi in piazza per chiedere un cambiamento reale, accendendo i riflettori sul Primo ministro e su tutto il governo, e i media internazionali hanno raccontato la notizia. Se riusciremo a fare pressione ora potremo ottenere finalmente un passo in avanti. Firma ora la petizione per una legge forte che fermi la violenza contro le donne e che includa l'abolizione dell'articolo 475. Non appena raggiungeremo 250.000 firme le consegneremo direttamente ai decisori:

http://www.avaaz.org/it/forced_to_marry_her_rapist_b/?vl

martedì 27 marzo 2012

Lavoro: dai “bamboccioni” ai “matusoni”


È finita l’Italia dei “bamboccioni”. Basta giovani NEET (not in employment, education or training; non lavorano, non studiano, non fanno formazione). Con il nuovo art. 18 le aziende potranno licenziare liberamente: mandare a casa i cinquantenni un po’ sfatti (“matusa” si diceva negli anni ’60), e assumere giovani pimpanti, oltretutto pagati di meno. Finalmente i “bamboccioni” entreranno nel mondo del lavoro e i “matusoni” ne usciranno.
Già, e come si manterranno le famiglie? Adesso il bamboccione gode della protezione sociale del reddito dei genitori, o addirittura dei nonni pensionati. Domani il bamboccione sarà un working poor, cioè un lavoratore con reddito al di sotto del livello di povertà. Non solo non potrà chiedere un mutuo per la casa; non potrà neanche aiutare i genitori, che saranno disoccupati. Un colpo durissimo per la maggior parte delle famiglie italiane!
Ma Monti e Fornero sono dei duri (Monti ha dichiarato che “vuole cambiare gli italiani”; ma questa concezione pedagogico-autoritaria è il seme del totalitarismo!). Questi cavalieri senza macchia e senza paura, che non accettano veti (tranne che dai notai, dagli avvocati, dai farmacisti, dai taxisti, ecc. ecc.), lanciano un diktat al Parlamento: sarà sovrano, ma non può modificare il nuovo art. 18 proposto dal governo. Quindi, niente reintegro del lavoratore in caso di abuso del licenziamento per “motivi economici”, o sarà crisi di governo.

Monti affonda il lavoro.


Il cattivista Mario Monti dichiara che l’art. 18 sconsiglia “investimenti di capitali stranieri ma anche italiani”. Poiché lo Statuto dei lavoratori (legge 300 del 1970) c’è da oltre quarant’anni, durante i quali si sono insediate in Italia imprese da tutto il mondo, tale affermazione è falsa. Per il passato. Ma vorrebbe essere vera per l’oggi: un suggerimento alle imprese (e una minaccia agli italiani). Una manodopera docile e a bassa costo è quanto pretendono i “mercati”, di cui Monti è interprete solerte ancorché sobrio.
Se l’art. 18 sarà stravolto, cadrà l’ultima trincea a difesa del diritto al lavoro, riconosciuto dagli articoli 1 e 4 della Costituzione italiana. Infatti, questo diritto è stato reso effettivo da due tipi di norme: le une per favorire l’avviamento al lavoro (collocamento), le altre per limitare il potere di licenziare. Le prime sono già state cancellate a fine anni ‘90, sostituite da “politiche attive del lavoro” che in realtà hanno dato mano libera alle imprese nelle assunzioni. Le seconde si incardinano nell’art. 18, che prevede per le aziende sopra i 15 dipendenti il reintegro nel posto di lavoro del dipendente licenziato illegittimamente (il licenziamento individuale è disciplinato dalla legge 604 del 1966).
Monti vuole affondare il mondo del lavoro, diffondendo la peste sociale del XXI secolo: la precarietà. Non una soluzione alla crisi del capitalismo occidentale, ma l’estremo tentativo di salvare l’aristocrazia dell’1% contro il restante 99%.

Giuseppe Dimola
Vittuone (MI)

lunedì 26 marzo 2012

Scuola: riceviamo da Marina

 In allegato vi invio la proposta di legge approvata dalla Commissione Cultura. Sotto trovate un articolo tratto da Tutto Scuola

La proposta di legge prevede, oltre alla regionalizzazione della scuola e alla trasformazione dei singoli istituti scolastici in fondazioni, anche la modifica dello stato giuridico degli insegnanti. Quest'ultimo punto lo sottolineo perché tutti i miei colleghi, di fronte ai cambiamenti e alle continue perdite di cattedre, dicono "tanto da qualche parte mi dovranno mandare", bene, non sarà più così. Con questa legge, se sei in esubero ti mandano a casa (e ti ci manda direttamente il preside). Vorrei sottolineare che oggi non si parla più di esuberi interni ad un singolo istituto, ma di esuberi a livello provinciale e addirittura nazionale. Ci sono docenti che già oggi non hanno più la cattedra. Man mano che la riforma avanza il loro numero salirà e ognuno di noi potrebbe essere coinvolto.

domenica 25 marzo 2012

Punto di svolta di Guido Viale


L'azzeramento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è una misura per rendere flessibile il mercato del lavoro, ma per rendere rigidi (fino al parossismo) il regime di fabbrica e la stretta sui ritmi di lavoro. Certamente nei prossimi mesi e anni ci saranno, uno a uno, o, meglio, quattro a quattro ogni quattro mesi, decine di migliaia di licenziamenti individuali per "motivi economici". Sappiamo già chi verrà colpito, perché da qualche mese i capi girano nei reparti e minacciano i delegati non allineati e gli operai che resistono all'intensificazione del lavoro, annunciando loro che, «appena passa l'abolizione dell'art. 18, sei fuori!».

sabato 10 marzo 2012

Scuola 2

Marina 2
Riporto il comunicato della FLC CGIL Lombardia che fa seguito ad una intervista dell’Assessore regionale della Lombardia Aprea sul reclutamento scolastico d’istituto regionale.
In fondo trovate un mio commento.

FLC CGIL Lombardia – L’Assessore regionale Aprea, attraverso un’intervista ad Osservatorio.it del 7 marzo, insiste sul reclutamento scolastico d’istituto regionale e propone al Ministro tre strade per conseguire l’obiettivo “lombardo”:
  • un accordo solo tra Stato e Regione Lombardia;
  • un’intesa dentro la Conferenza degli assessori regionali;
  • una copertura normativa che possa dare il via ad una serie di sperimentazioni non solo in Regione Lombardia ma anche in altre.

Scuola 1

Riceviamo da Marina.
 Personalmente trovo aberrante la logica che sta dietro la scelta di finanziare gli istituti scolastici e le università in base ai risultati.
Lo studio è un diritto di tutti i cittadini, e se uno si trova a studiare in una scuola/univeristà dove i docenti e i dirigenti si fanno i fatti loro, ha il diritto che il Ministero intervenga, cacci chi non lavora o non lavora bene, rimetta in senso il servizio e lo faccia funzionare. Invece la soluzione qual è? Si tagliano i finanziamenti. Questa soluzione avrebbe un senso se si parlasse di istituti privati, ma non ne ha nessuno quando si parla di istituti pubblici, perché in questo caso, è compito del Provveditorato e del Ministero vigilare perché le cose funzionino, essendo il Ministro, la massima autorità responsabile. Anzi, se le cose non vanno bene, il Ministro e il Provveditore dovrebbero essere i primi a doversene andare.

Segue comunicato del PRC-SE

mercoledì 1 febbraio 2012

PENSIONI

DAL 2020 A VOSTRA DISPOSIZIONE PER OGNI ESIGENZA DURANTE LA PAUSA DI LAVORO
QUESTI SONO I NUOVI DISTRIBUTORI AZIENDALI







giovedì 19 gennaio 2012

SCUOLA VALORIZZA» PARTI UGUALI TRA DISUGUALI

OPINIONI - Giuseppe Caliceti

Ci risiamo con le prove Invalsi e le Sperimentazioni sulla qualità. Ci si affida di nuovo, per giudicare l'efficienza del sistema scolastico, a criteri docimologici che escludono i ragazzi più deboli e fragili. E sono comunque parziali. Invece le prove Invalsi continuano. Sono calate dall'alto, sono discriminanti, fanno "parti uguali fra disuguali", come scriveva don Milani.
A che servono le valutazioni scolastiche? A valutare i ragazzi? No, i docenti e le scuole. Le valutazioni servono solo per tagliare. Per dare sempre di meno a chi ha di meno. A umiliare. Si vuole sempre più accanitamente una scuola pubblica con funzioni di mero assistenzialismo sociale. I docenti sono sempre meno docenti e sempre più babysitter e/o assistenti sociali. E sono come al solito capri espiatori ideali.

giovedì 29 dicembre 2011

TENDENZE

Quello che accade oltreoceano è, per cause diverse,  anticipazione di pratiche e stili di vita dei paesi europei.

La prima azienda mondiale di beni di largo consumo ha deciso di riconvertirsi su prodotti low cost (basso costo).  Adattamenti  a cui è costretta la grande industria americana per reagire allo shock senza precedenti dell’impoverimento del ceto medio. Procter&Gamble (P&G)  è una azienda i cui prodotti  da 70 anni raggiungono il 98 % delle case degli americani: dai detersivi ai dentifrici, shampoo e cosmesi, ecc Da sempre la sua fetta di mercato era la middle class americana. Il “Wall Street Journal” dopo una serie di interviste con i dirigenti della multinazionale, così conclude:” il più grande produttore mondiale di beni di largo consumo si è ormai convinto che l’impoverimento è un fenomeno durevole”.

martedì 20 dicembre 2011

Nel sistema mondo


 Dati 2010  dal “Sole 24 ore” 6 agosto  si ricava:
-Pil 74.000 miliardi
-Borse 50.000 miliardi
-Obbligazioni 95.000 miliardi
-“altri” strumenti finanziari 466.000 miliardi
La produzione reale, merci e servizi (74.000 mld) è pari al 13% degli strumenti finanziari (economia di carta), tolte le Borse, illusoriamente riferite all’economia reale. E’ il fenomeno della finanziarizzazione dell’economia, esploso negli ultimi trent’anni e resosi autonomo dal capitale produttivo.  La sua dimensione e autonomia rendono, apparentemente, conflittuali gli apparati dello Stato e il capitale finanziario. I dati suddetti indicano una trasformazione di fondo del capitalismo

domenica 18 dicembre 2011

Da Il Fatto quotidiano Per un populismo di sinistra


Gli argomenti di discussione in questo articolo sono tanti. I cambiamenti a cui stiamo assistendo (purtroppo, solo questo), in Italia e non solo,  sono così profondi da prospettare in futuro nuovi scenari politici , economici e sociali. La loro comprensione è solo il primo passo.
Italia, Paese bello, ma disgraziato. Almeno tre disgrazie “politiche” ci sono toccate in sorte. La prima, e indubbiamente peggiore, una destra eversiva, razzista e mafiosa, madrina dell’evasione fiscale e dei predatori di ogni genere, e che oggi con il suo nume tutelare Berlusconi riscopre apertamente le affinità e le simpatie con Mussolini.

giovedì 8 dicembre 2011

Cari amici,


E' scandaloso: noi dovremo pagare una manovra lacrime e sangue per salvare l'Italia, e Berlusconi e altri operatori avranno le frequenze della tv digitale gratis! Il Ministro Passera può fermarlo e noi possiamo convincerlo a farlo: manda il messaggio!

E' vergognoso: mentre noi dovremo salvare l'Italia con una manovra lacrime e sangue, Berlusconi e altri operatori si arricchiranno appropriandosi delle frequenze della tv digitale gratis! Sta a noi fermare questo scandalo e costringere il Ministro Passera ad agire ora.

Prima di lasciare il potere Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai rubando miliardi di euro dalle casse dello stato! La protesta sta montando e in molti chiedono al Ministro Passera di cancellare questa misura oltraggiosa e di avviare subito un'asta pubblica.

Il nuovo Ministro è sensibile all'opinione pubblica - in molti dicono che ha mire da futuro Premier - e noi possiamo fare la differenza: convinciamolo a intervenire ora per difendere il pluralismo dei media e restituire così miliardi di euro alle casse dello stato. Clicca sotto per mandare il tuo messaggio e fai il passaparola:

http://www.avaaz.org/it/no_tv_gratis/?vl

lunedì 17 ottobre 2011

Se l'ignoranza non è beata

Pensiamo che sia una lettura molto utile, chiara, che può avviare molte riflessioni. P ubblicata da INFORMAZIONE LIBERA il giorno lunedì 17 ottobre 2011 alle ore 7.31
Priulla in un libro sulla scuola: «Resteranno solo i mediocri».
di Antonietta Demurtas

Un giorno Graziella Priulla, docente di sociologia dei processi culturali, parcheggiò la sua vecchia Fiat 600 davanti all'università di Catania e si sentì sbeffeggiare da un suo alunno: «Non ne valeva la pena studiare tanto eh?». In quel momento, capì che il ragazzo non solo pensava che la cultura non bastasse per comprarsi una bella auto, ma che «non servisse proprio a niente».
UNA GENERAZIONE DI IGNORANTI. D'altronde, in un mondo in cui i benefici materiali sono la cartina di tornasole di ogni sforzo fisico e intellettuale, per il suo studente «fare quell'osservazione era normale».
Come racconta nel suo libro, L'Italia dell'ignoranza, edito da Franco Angeli e in libreria a fine ottobre, «i nostri giovani sono i nuovi poveri e non solo sul piano materiale. Intere generazioni hanno deficit culturali inauditi, dispongono solo di una versione rattrappita della lingua italiana, hanno perduto le competenze semantiche, storiche e logiche, non riescono più a concatenare gli eventi. Meno del 20% dei 15enni è in grado di leggere correntemente».

domenica 16 ottobre 2011

ROBECCO SUL NAVIGLIO: CHIUDE LA “APEMILANO”


I 58 lavoratori sono in assemblea permanente dentro la fabbrica occupata. Protestano contro la decisione della direzione aziendale di cessare le attività senza ricorrere alla cassa integrazione straordinaria. Alla fine di ottobre un liquidatore chiederà il concordato preventivo ma il fallimento sembra inevitabile. Da quel momento,  i lavoratori rimarranno senza stipendio. Ad aggravare la loro situazione sta il fatto che il 30% delle dipendenti, secondo la CGIL,  hanno già mariti in cig o mobilità. La storia si ripete.

venerdì 14 ottobre 2011

Cari amici,


Migliaia di americani hanno occupato Wall street, unendosi così a un movimento globale che va da Madrid a Gerusalemme e che vuole riprendersi la democrazia oggi ostaggio degli interessi di pochi. Se milioni di noi si metteranno dalla loro parte, faremo loro forza e dimostreremo ai media e ai leader mondiali che questo non è un movimento di pochi. Clicca sotto per firmare la petizione: ogni firma sarà proiettata in diretta su un enorme contatore proprio al centro dell'occupazione di Wall street:
Migliaia di americani hanno occupato in maniera nonviolenta Wall street, l'epicentro mondiale del potere finanziario e della corruzione. Sono l'ultimo raggio di sole di un nuovo movimento per la giustizia sociale che si sta diffondendo a macchia d'olio da Madrid a Gerusalemme, per un totale di oltre 500 città. Ma ora hanno bisogno del nostro aiuto per vincere.