Le Camere si accingono a discutere un disegno
di legge di riforma del mercato del lavoro che viene propagandata come
inevitabile, e viene giustificata con il fatto che ad oggi in Italia un
imprenditore in gravi difficoltà economiche non possa ridurre il proprio
personale. Quali deputati e senatori del Pd, saprete sicuramente che
quanto sopra non corrisponde a verità, in quanto il nostro ordinamento
prevede espressamente la possibilità di licenziare per motivi economici,
essendo previsto il licenziamento per giustificato motivo oggettivo
(fino a 5 dipendenti) o collettivo (oltre i 5 dipendenti) e che la
stessa Ocse pone l'Italia al di sotto della media europea per quanto
attiene agli indici della rigidità in uscita. La nuova formulazione
dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori non introduce alcuna nuova
causa di licenziamento, ma incide solo sul trattamento sanzionatorio dei
licenziamenti illegittimi, quelli senza giusta causa e giustificato
motivo, stabilendo tetti massimi (irrisori) ai risarcimenti che vanno
dai 6 mesi (paradossalmente per la violazione più palese, il
licenziamento privo di motivazione), fino a 24 mesi
