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Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.-B.Brecht
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venerdì 13 aprile 2012
venerdì 16 marzo 2012
REFORMA LABORAL – SPAGNA
Licenziamenti facili, demolizione della contrattazione collettiva, flessibilizzazione e precarizzazione; questa la riforma del mercato del lavoro spagnola, tutto senza passare per il confronto coi sindacati. Dolores de Cospenal, numero due del Governo Rajoy del Partido Popular (centro-destra) in una conferenza stampa ribadisce che la riforma è fatta nell’interesse dei disoccupati e che CcOo e Ugt (le confederazioni sindacali spagnole) “pregiudicano l’attività economica ponendo ostacoli sul cammino della ripresa”. Questo è il tributo che la Spagna deve pagare alla Commissione Europea, in vista della Legge finanziaria di fine marzo, che deve mirare a contenere il rapporto deficit\Pil al 5,8%. Insomma, altre lacrime e sangue, in un Paese che oggi ha 5,27 milioni di disoccupati. “Dietro questa riforma c’è la mano della troika Ue-Bce-Fmi e dei settori ultraliberisti della destra spagnola e il suo obiettivo finale è lo smantellamento dello stato sociale” Ramòn Gorriz della segreteria nazionale del sindacato Comisiones Obreras. Fotocopia dell’Italia, Grecia e Portogallo, e altri a seguire. Per orientarci a capire cosa sta succedendo, vale la pena di riportare alcuni passaggi di Luciano Gallino.
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