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Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.-B.Brecht

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lunedì 23 gennaio 2012

Il treno, un bene comune

Maso Notarianni
Domenico Scilipoti mentre finge di preparare un pasto per i lavoratori del presidio, ad uso della stampa
«Trenitalia non si occupa di welfare». Così parlò l’amministratore delegato di Trenitalia Moretti. E in queste parole sta tutta l’arroganza di chi è consapevole di vivere in quella che oramai non è più una Re-pubblica ma in una Re-privata.
Eppure, andando sul sito di Trenitalia, si scoprono cose interessanti. Ma si devono cercare molto molto bene.
Esiste un accordo tra Stato italiano e l’azienda di Moretti che prevede due tipologie di treni: quelli “a mercato” e quelli “universali”.
Mentre i primi sono a totale gestione delle Ferrovie, quelli “universali” esistono in base ad un protocollo concordato con lo Stato, sono profumatamente pagati dallo stato medesimo (da noi cittadini), e servono a garantire quei servizi che il mercato da solo non è in grado di sostenere. Tipo l’unità d’Italia dal punto di vista della mobilità.
Nel 2010, lo Stato ha dato a Trenitalia 2,39 miliardi di euro per garantire i servizi universali. Tra questi, come si può leggere anche sul sito di Trenitalia ancora oggi, ci sono i treni notturni.